Smart cities per uno sviluppo sostenibile

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Smart cities per uno sviluppo sostenibile

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Smart cities per uno sviluppo sostenibile

A cura di Melissa Fantino – Gruppo Giovani di Animaimpresa

Con il termine Smart city si identifica l’organizzazione ideale di una città che, grazie all’uso di tecnologie digitali e innovative, ottimizza le infrastrutture e i servizi ai cittadini rendendoli più efficienti. La Commissione Europea definisce la smart city un luogo “in cui le reti e i servizi tradizionali sono resi più efficienti con l’uso di tecnologie digitali e di telecomunicazione a beneficio dei suoi abitanti e del business”.

In sostanza, si tratta di una città che ha lo scopo di gestire le risorse in maniera intelligente, di diventare economicamente sostenibile, energeticamente autosufficiente e attenta alla qualità della vita e ai bisogni dei propri cittadini, evolvendosi al passo con le innovazioni e con la rivoluzione digitale. La vita al suo interno è caratterizzata da elevata connettività con, ad esempio, strade percorse da auto a guida autonoma, semafori intelligenti per regolare il traffico, scambio di informazioni tra gli oggetti, ma soprattutto ampi spazi verdi, traffico fluido e mobilità sostenibile con bike-sharing e car-sharing di auto elettriche oppure ibride.

Secondo l’Unione Europea, la smart city si basa su sei assi principali: Smart People, che prevede il coinvolgimento degli individui attraverso la condivisione di idee, pensieri e informazioni; Smart Governance, che mette in relazione il capitale umano, le risorse ambientali e i beni comunitari; Smart Living, in cui i servizi devono essere facilmente accessibili e in grado di garantire una qualità di vita elevata; Smart Economy con l’utilizzo dell’innovazione per favorire un aumento della produttività e dell’occupazione all’interno della città, ma rispettando sempre l’ambiente circostante; Smart Mobility con forme di mobilità sostenibili, condivise e accessibili; ed infine, Smart Environment, cioè sviluppo sostenibile.

Smart cities

Sulla base di queste caratteristiche l’Arabia Saudita ha progettato quella che dovrebbe essere la prima città al mondo completamente high-tech: si chiamerà Neom e sorgerà nella provincia di Tabuk. Neom avrà tutte le caratteristiche delle smart cities teorizzate, in quanto sarà alimentata con energia derivante da fonti rinnovabili, l’interconnessione sarà libera ed ultraveloce, i trasporti saranno con guida autonoma, verrà utilizzata l’intelligenza artificiale, il riconoscimento facciale e i big data.

Nel panorama italiano, invece, è degno di nota il progetto per la gestione dell’irrigazione dei parchi e del verde pubblico a Firenze, in cui le corrette quantità di acqua con cui irrigare il terreno sono definite in base alle condizioni di umidità e alle previsioni meteo, oltre alla possibilità di individuare da remoto eventuali perdite o rotture degli impianti; altrettanto importante è il progetto del comune di Verona, che ha installato 160 semafori che fanno scattare automaticamente il verde quando ci sono ambulanze in codice rosso a 100 metri di distanza.

L’importanza nell’investire in città sempre più intelligenti si delinea anche alla luce dei consumi delle risorse naturali all’interno delle città, che quale sfiora il 75%. Le città, infatti, sono anche i maggiori produttori di rifiuti (per il 50% del totale) e i maggiori responsabili delle emissioni di CO2 e sostanze inquinanti nell’aria (per il 60-80% del totale). La necessità di cambiare il modello di economia lineare, secondo l’approccio “prendi le risorse, utilizzale e butta via i rifiuti”, è oggi fondamentale per diminuire drasticamente questi numeri. Pensare a investire risorse per città sempre più “smart” dove “smart” significa efficiente, intelligente e sostenibile è la soluzione migliore per rispondere a queste sfide, introducendo nuovi modi per creare valore.

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